COMUNICATI:
MADRI, LAVORO, FAMIGLIA, SOCIETA' Le donne licenziate o costrette alle dimissioni per aver deciso di avere un figlio sono 800.000. Le madri, oltre ad occuparsi della propria famiglia, forniscono 2,1 miliardi di ore di aiuto all'anno ai componenti di altre famiglie (ai genitori anziani per esempio), il doppio dei servizi dello Stato Secondo l’Isfol, tenendo conto dei carichi di impegni, anche familiari, che le donne si accollano, la loro giornata lavorativa è più lunga di 45 minuti rispetto a quella degli uomini. Nel dettaglio: una giornata di un occupato con almeno un figlio fra lavoro retribuito, spostamenti e altri impegni, dura 15 ore. I padri ne dedicano 10 al lavoro retribuito, le madri 7 ore e 9 minuti, a cui si aggiungono 8 ore e 35 minuti di lavoro familiare. O si redistribuisce il lavoro di cura tra i generi e nella società, sviluppando una rete di servizi ampia e funzionante, facilitando anche la crescita dell’occupazione delle donne nel settore dei servizi, o difficilmente potrà esservi futuro per l’occupazione femminile. il sistema italiano non fornisce servizi alla famiglia e di conciliazione, di conseguenza le donne o non entrano nel mercato del lavoro, o ne escono mercato dopo il primo figlio o per assistere parenti anziani». In più, nel mondo del lavoro «sebbene le donne abbiano livelli di istruzione più elevati rispetto ai coetanei, competenze e merito non sono valorizzati, anzi persistono discriminazioni evidenti sulle differenze retributive, qualità del lavoro e di carriera». Quindi, «bisogna rafforzare concretamente le politiche d’incentivazione a favore dell’occupazione femminile, fornendo alle famiglie asili nido e servizi di cura per la terza età, e sviluppare un modello sociale per promuovere una ripartizione equa del lavoro familiare.
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trattato di lisbona da anni impone all'italia la scelta del cognome |
| l'Italia
è il pase europeo che + discrimina le donne
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